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IOR, Tribunale di Malta: risarcimento di 24,1 milioni sul fondo Kappa

Sentenza di primo grado: Optimum e Futura condannate in solido, oltre interessi all'8%. Comunicato dell'Istituto la sera del 6 novembre

6 novembre 2026 alle ore 20:45
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Sede dello IOR in Vaticano (Vatican Media) / IOR headquarters in the Vatican (Vatican Media)
Sede dello IOR in Vaticano (Vatican Media) / IOR headquarters in the Vatican (Vatican Media)

L'Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha reso noto questa sera, 6 novembre, che la Prima sezione del Tribunale Civile della Repubblica di Malta ha emesso una sentenza di primo grado in suo favore nel contenzioso sul fondo Kappa.

Le società convenute — Optimum Evolution Fund SIF, Optimum Asset Management S.A., Futura Investment Management Limited e Futura Funds SICAV plc — sono state dichiarate responsabili in solido della violazione degli obblighi fiduciari verso lo IOR (articolo 1124A del Codice civile maltese) e condannate a corrispondere 24,1 milioni di euro, oltre interessi al tasso dell'8% dalla data della sentenza fino all'adempimento.

La controversia riguarda la gestione dell'investimento nel fondo Kappa e le operazioni legate al progetto immobiliare dell'Exchange Palace di Budapest. Secondo il Tribunale, l'inserimento di un soggetto interposto (Cougar) ha comportato un trasferimento ingiustificato di valore a danno dell'Istituto.

Il Tribunale ha escluso qualsiasi inadempimento dello IOR verso il fondo Kappa e ha respinto integralmente le richieste avanzate dalle quattro società contro l'Istituto. Il procedimento era stato avviato nel 2017: per lo IOR si tratta della prima decisione di merito che riconosce appieno le sue ragioni.

Nel comunicato l'Istituto afferma che la sentenza «fa chiarezza sui fatti», conferma la correttezza della sua condotta e offre elementi rilevanti anche per i procedimenti ancora aperti in altre giurisdizioni. Lo IOR ribadisce fiducia nella magistratura e dice che continuerà a far valere i propri diritti nelle sedi competenti.

Fonti: comunicato IOR del 6 novembre 2026 (via Vatican News).

Fonte: IOR / Vatican News

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