Islam a scuola, la Cei smentisce: «Fake news, le Schede sono per gli editori dei testi di religione»
Corrado al SIR: «Nessuna rinuncia all'insegnamento». Le 11 Schede, con il Pisai, sono fonti per gli editori dei libri di religione cattolica

La Conferenza episcopale italiana smentisce la notizia, circolata nei giorni scorsi su giornali e social, secondo cui i vescovi promuoverebbero l'insegnamento dell'Islam nelle scuole. «È falsa la notizia che la Cei promuova l'insegnamento dell'Islam a scuola», ha scritto il 29 ottobre su X l'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei.
«C'è un nome per tutto ciò: fake news», ha detto al SIR il direttore dell'Ufficio, Vincenzo Corrado. «Una bufala, appunto, che nasce dalla distorsione delle Schede per conoscere l'Islam, predisposte dopo quelle sull'Ebraismo e alle quali seguiranno quelle sull'Induismo e il Buddismo».
Che cosa sono le Schede. Le undici «Schede per conoscere l'Islam» sono il frutto, spiega Corrado, di «un progetto culturale» dell'Ufficio nazionale per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso, dell'Ufficio nazionale per l'educazione, la scuola e l'università e del Servizio nazionale per l'insegnamento della religione cattolica, insieme al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica (Pisai). Scritte da esperti cristiani e musulmani, sono «indirizzate agli editori dei libri di testo per l'Insegnamento della religione cattolica, affinché abbiano delle fonti affidabili quando affrontano il pluralismo e il dialogo religioso».
Rese pubbliche il 10 novembre 2025, sul modello delle sedici schede sull'ebraismo preparate con l'Unione delle comunità ebraiche italiane (2023), sono state presentate di nuovo il 21 ottobre 2026 a Palazzo Borromeo, sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, alla presenza del presidente della Cei, card. Matteo Zuppi. Secondo il SIR, la polemica è nata da alcuni titoli che hanno trasformato una frase di Zuppi («Manderei tutti a scuola, perché c'è un'ignoranza notevole») in un invito a far studiare a tutti la fede musulmana.
«Nessuna rinuncia». «Nessuna rinuncia all'insegnamento: ci mancherebbe altro! Chi afferma questo, lo fa con malevolenza», afferma Corrado. Le indicazioni didattiche dell'Irc, ricorda, «sono adottate con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'istruzione, previa intesa con la Cei» e comprendono il Credo, la lettura della Bibbia e il magistero, con un approccio «non di tipo catechistico ma di tipo culturale ed etico». «Le Schede per gli editori vanno proprio in questo senso. Altro che rinuncia!».
Fonti: Ufficio comunicazioni sociali Cei (29/10/2026); SIR, SIR, SIR; Vatican News.
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Fonte: SIR

