Leone XIV all'Angelus di Ognissanti: «La santità non è un privilegio per pochi»
Le Beatitudini, i santi «costruttori di pace», l'appello per Oleshky, i martiri della Georgia e domani la Messa al Verano per i defunti

Nella solennità di Tutti i Santi Papa Leone XIV ha recitato l'Angelus a mezzogiorno dalla finestra del Palazzo Apostolico con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro (oltre 25mila secondo Vatican News). Al centro della catechesi, il Vangelo delle Beatitudini e un messaggio: «la santità non è un privilegio per pochi, ma è una vocazione universale che interpella ciascuno di noi lì dove viviamo».
Una famiglia che nessuno può contare. La festa, ha detto il Papa, «ci invita a gustare la gioia di quella innumerevole famiglia di uomini e donne che, seguendo il Signore Gesù, hanno fatto della propria vita un dono a Dio e al prossimo» e che hanno desiderato «l'oceano dell'infinito amore», con un'espressione di Benedetto XVI (Spe salvi, 12). Si celebrano, ha ricordato, «tutti i santi: quelli che la Chiesa ha riconosciuto come tali e anche i tantissimi che non lo sono stati ma che Dio conosce».
Il ritratto dei santi nelle Beatitudini. Commentando il Vangelo del giorno (Mt 5,1-12), Leone XIV li ha descritti così: «si tratta di poveri in spirito, ma ricchi dell'amore di Dio. Hanno volti rigati dalle lacrime, ma consolati nella preghiera. Sono miti di fronte alla violenza e ricompensati dal Padre. Affamati di giustizia e saziati nell'intimo della coscienza. Disponibili al perdono e abbracciati dalla misericordia. Disarmati nel cuore, ma custoditi da Dio. Costruttori di pace, chiamati per nome da Dio. Perseguitati e offesi, ma forti nella fede e nella carità».
«La santità non è riducibile a nessun calcolo». È impossibile «contare» questa schiera, ha spiegato, «e non solo numericamente: la santità, infatti, non è riducibile a nessun calcolo, perché così è il bene che tutti i santi hanno diffuso attorno a sé nel mondo». Che cosa hanno generato queste persone? «Essenzialmente gesti e scelte d'amore, che superano i calcoli dell'avidità e la prepotenza del male che a volte sembra prevalere». I santi, ha aggiunto, «sono il segno più bello e più forte del Regno di Dio che viene, anzi – come insegna Gesù – che è già in mezzo a noi».
Una vocazione per tutti. «Questa moltitudine beata abbraccia le più diverse provenienze, culture e situazioni di vita», ha detto il Papa. «Questo è il messaggio carico di speranza della festa di oggi: Dio vede il bene che noi non vediamo, conosce storie che noi non conosciamo, raggiunge cuori ai quali noi non abbiamo accesso». Infine l'affidamento a Maria, perché «non ci stanchiamo di costruire la pace, sia nelle situazioni più importanti sia in quelle della vita di ogni giorno».
Dopo l'Angelus: i martiri della Georgia. Il Papa ha ricordato la beatificazione di ieri a Savannah, in Georgia (Stati Uniti), di «Pedro da Corpa e quattro Compagni, religiosi dell'Ordine dei Frati Minori, uccisi in odio alla fede nel 1597». «Originari della Spagna, risposero con generosità alla chiamata del Signore per evangelizzare le popolazioni dell'America, fino al dono della propria vita. Invochiamo l'intercessione di questi martiri per tutti i missionari del Vangelo».
L'appello per Oleshky. «In questi giorni si è svolta l'azione umanitaria a favore della popolazione civile nella città di Oleshky. Auspico che la collaborazione tra le parti, che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità, faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace». Poi l'affidamento «a Maria, Regina della pace e di tutti i Santi», di «quanti in ogni parte del mondo soffrono a causa delle guerre».
Dakar e la Missione con i poveri. Leone XIV ha salutato i Giochi Olimpici Giovanili in corso a Dakar, in Senegal, fino al 13 novembre, per atleti dai 15 ai 18 anni: «il primo evento olimpico organizzato nel Continente africano», «un segno di speranza che viene dal mondo dello sport». Si è poi congratulato con i Frati Minori per la Missione con i poveri, a Roma dall'8 al 15 novembre: i «figli di San Francesco» che con questa iniziativa «mettono i poveri al centro, così come faceva il Signore Gesù e come ha fatto San Francesco d'Assisi». Ha ringraziato anche le istituzioni civili e le forze dell'ordine per la collaborazione.
I saluti. Il Papa ha accolto i fedeli siro-malabaresi con i loro Pastori, ringraziando il Signore «per lo sviluppo delle vostre comunità in tutta l'Europa», e ha salutato il gruppo «Capiteo» di Borbiago di Mira (Venezia) e i partecipanti alla «Corsa dei Santi» organizzata a Roma dalle Missioni Don Bosco «per promuovere lo sport come esperienza educativa».
Domani la Messa al Verano. «Domani pomeriggio, nella Commemorazione di tutti i fedeli defunti, celebrerò la Messa nel Cimitero del Verano», ha annunciato. «In questi giorni sentiamoci uniti nella comunione dei santi all'immensa famiglia dei fratelli e delle sorelle che ci hanno preceduto nel pellegrinaggio terreno, e preghiamo per i defunti, specialmente per quelli che nessuno ricorda».
Fonti: testo dell'Angelus su vatican.va, Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, 1° novembre 2026, Vatican News. Video: Vatican News. Immagine: Vatican Media.
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Fonte: Sala Stampa della Santa Sede / vatican.va

