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Francesco Cavina, il precedente di Carpi: la rinuncia del 2019 dopo la «gogna mediatica»

Il nuovo visitatore apostolico a Medjugorje lasciò la diocesi a 64 anni. La sua posizione nell'inchiesta nata da intercettazioni era stata archiviata.

31 ottobre 2026 alle ore 14:20
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Cattedrale di Carpi (LigaDue, CC BY-SA 4.0) / Carpi Cathedral (LigaDue, CC BY-SA 4.0)
Cattedrale di Carpi (LigaDue, CC BY-SA 4.0) / Carpi Cathedral (LigaDue, CC BY-SA 4.0)

Francesco Cavina, nominato oggi da Leone XIV Visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje (la notizia e l'articolo), torna a un incarico dopo aver lasciato nel 2019 la guida della diocesi di Carpi. Il vaticanista del Foglio Matteo Matzuzzi ha ricordato oggi che Cavina fu costretto alle dimissioni, «vittima di chiacchiericcio e di una gogna (fu anche intercettato)», e che da allora non aveva più avuto incarichi.

La rinuncia del 2019. Il 26 giugno 2019 Papa Francesco accettò la rinuncia al governo della diocesi di Carpi presentata da Cavina e nominò amministratore apostolico Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola. Cavina aveva 64 anni, undici in meno dei 75 a cui il Codice di diritto canonico chiede ai vescovi di presentare la rinuncia. In una lettera alla diocesi scrisse che il Papa aveva accolto le dimissioni «dopo ripetute richieste» e «con dispiacere».

Le intercettazioni e l'archiviazione. Nella stessa lettera Cavina descrisse il suo episcopato come segnato «da continui tentativi di delegittimazione, nonché, negli ultimi tempi, da intercettazioni telefoniche a seguito di denunce di presunti reati alla Procura della Repubblica». Scrisse di aver «ottenuto la completa archiviazione» della sua posizione, «richiesta dallo stesso organo inquirente e avallata senza riserva dal Giudice per le indagini preliminari per l'infondatezza delle accuse», ma che «la gogna mediatica a cui sono stato sottoposto non si è interrotta». E aggiunse: «Si è arrivati a pubblicare anche il contenuto di telefonate legate al mio ministero sacerdotale ed episcopale».

Secondo Vatican News, la vicenda nasceva da un'accusa di voto di scambio legata alle spese, circa 15mila euro a carico del Comune e mai erogati, per la festa del ritorno in cattedrale della statua dell'Assunta dopo il terremoto del 2012. Il Corriere della Sera la collegò a un'inchiesta della Procura di Modena sull'amministrazione comunale di Carpi. Il Foglio, in un articolo di Matzuzzi del 26 giugno 2019, scrisse che le intercettazioni erano «penalmente non rilevanti» ma erano state pubblicate. La posizione di Cavina è stata archiviata: non è mai stato processato.

Chi è. Nato a Faenza il 17 febbraio 1955, sacerdote della diocesi di Imola dal 1980 e dottore in diritto canonico, dal 1996 al 2011 è stato officiale della Segreteria di Stato, nella Sezione per i Rapporti con gli Stati. Papa Benedetto XVI lo nominò vescovo di Carpi il 14 novembre 2011. Pochi mesi dopo il suo ingresso la diocesi fu colpita dal terremoto dell'Emilia del maggio 2012; il 2 aprile 2017 Papa Francesco visitò Carpi e Mirandola.

Dopo Carpi. Il 7 dicembre 2020 Papa Francesco nominò Castellucci vescovo di Carpi, unendo in persona Episcopi le diocesi di Modena-Nonantola e Carpi. Il 10 novembre 2022 il Comune di Mirandola conferì a Cavina la benemerenza civica per il suo impegno nella ricostruzione dopo il sisma.

Cosa non sappiamo. La Santa Sede non ha spiegato i motivi della scelta di Cavina per Medjugorje. Nelle fonti consultate non risultano suoi incarichi precedenti legati al santuario.

Fonti: Bollettino della Sala Stampa, 26 giugno 2019 · Bollettino, 31 ottobre 2026 · Bollettino, 7 dicembre 2020 · Bollettino, 14 novembre 2011 · Diocesi di Carpi, lettera di Cavina · Vatican News · Il Foglio · Comune di Mirandola

#LeoneXIV #Vaticano

Fonte: Sala Stampa della Santa Sede

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